I tipi di migrazione di un sito e il loro perimetro
Cambiare hosting, CMS, dominio, contenuti o design: ogni tipo di migrazione ha i suoi rischi. I tipi di migrazione di un sito e come fissare il perimetro della vostra.
Non tutte le migrazioni si somigliano: cambiare hosting non comporta quasi nessun rischio per il posizionamento, cambiare insieme CMS e architettura ne comporta molti. Riconoscere il tipo della propria migrazione significa sapere quali rischi preparare e quale perimetro darle.
Per la definizione, le fasi e il costo di una migrazione di sito, vedete il nostro articolo di riferimento.
I diversi tipi di migrazione
Il cambio di hosting o di server
I file e il database passano su un nuovo server senza che le URL cambino. Il rischio è basso, salvo se il nuovo server è sottodimensionato: pagine lente o in errore mentre Google scansiona il sito peggiorano l'indicizzazione.
Il cambio di CMS o di piattaforma
Passare da PrestaShop a Shopify, o da Wix o da un sito HTML a WordPress, cambia quasi sempre le URL, i modelli e a volte le funzioni disponibili. È una delle migrazioni più rischiose: ogni vecchia URL ha bisogno del suo redirect. Vedi la procedura di cambio di CMS e la migrazione tecnica, che copre anche i cambi di ERP o di struttura di un e-commerce.
Il passaggio a HTTPS
Cambia il protocollo di tutte le URL: ogni indirizzo in HTTP deve portare, con un solo salto, al suo equivalente in HTTPS. Vedi il protocollo HTTPS.
Il cambio di nome di dominio
Spesso deciso per ragioni commerciali, passa dalla configurazione del DNS e del server. Richiede un piano di redirect che rimandi ogni URL del vecchio dominio al suo equivalente sul nuovo, affinché i motori trasferiscano il posizionamento acquisito, e la conservazione del vecchio dominio (vedi se rinnovare il vecchio nome di dominio).
La migrazione editoriale
Cambiano i contenuti e l'architettura: URL più brevi (senza date, per esempio), pagine riscritte, contenuti uniti perché smettano di farsi concorrenza. Quando cambia l'URL di una pagina serve un redirect 301. Un inventario delle URL esistenti (scansione del sito, log del server, Google Analytics 4 e Search Console) individua le pagine che generano più traffico. Vedi la migrazione editoriale.
La migrazione del design
Riguarda l'aspetto e la navigazione: identità visiva, modelli di pagina, menu, a volte nuove categorie per nuovi prodotti o servizi. Tocca i link interni e spesso le URL: coinvolgete uno specialista SEO fin dal mock-up. Per evitare i duplicati agiscono i redirect 301 e i tag canonical, e un tag noindex tiene fuori dall'indice le pagine obsolete; il file robots.txt indica soltanto ai robot le zone da non scansionare. Vedi la migrazione del design.
La migrazione del marchio
Dopo un'acquisizione o un cambio di nome, modifica il nome di dominio o il nome del marchio, e spesso si accompagna a un cambio di CMS o di URL. Si distingue per la comunicazione che richiede per far conoscere il nuovo sito. Vedi la migrazione dopo un'acquisizione o un cambio di marchio.
La fusione di più siti
Riunire più siti in uno solo concentra la visibilità, ma ogni URL di ogni vecchio sito deve trovare il suo posto sul sito comune. Vedi la migrazione di più siti unendoli.
Qualunque sia il tipo della vostra migrazione, Swan abbina le pagine del vecchio e del nuovo sito e controlla i redirect.
Fissare il perimetro della migrazione
Un restyling combina spesso più tipi di migrazione. Il perimetro dice con precisione che cosa cambia (URL, contenuti, modelli, dominio, piattaforma) e che cosa viene migrato. Si fissa prima della preparazione, perché ne detta il lavoro, il budget e i rischi da coprire.
Fare l'inventario dell'esistente
Cominciate dal sapere quali contenuti contiene il CMS attuale (pagine, media, metadati, account, prodotti) e quali ricevono traffico o link, con Search Console, Google Analytics 4 e una scansione. Due domande guidano poi il lavoro: quali contenuti sono ancora pertinenti, e che cosa si può o non si può migrare?
Stabilire regole di selezione
Invece di decidere pagina per pagina, fissate delle regole. Per esempio:
- la data: non migrare le pagine non modificate né visitate da due anni;
- la sezione: le pagine di un'attività cessata non vengono migrate;
- i media: migrare solo i file usati nelle pagine del perimetro;
- il contenuto non pubblicato: non viene migrato, salvo contenuto stagionale;
- le versioni: migrare solo l'ultima versione pubblicata;
- le immagini: scartare quelle la cui risoluzione non è adatta al nuovo design.
Fissate prima le regole generali con un piccolo gruppo (sviluppatori, specialista SEO, grafico), poi lasciate che ogni reparto precisi le sue. Una pagina scartata che riceve link o traffico conserva un redirect verso la pagina più vicina.
Che cosa cambia il perimetro
Queste regole danno subito la misura della migrazione, e spesso la riducono: se tre quarti delle pagine possono sparire, lo sforzo si sposta sulla qualità delle pagine conservate. Il perimetro permette anche di stimare costo, tempi e risorse (vedi il prezzo di un servizio di migrazione) e di scegliere il momento: mai durante il picco di attività del sito.
Fissato il perimetro, si passa alla fase di preparazione della migrazione.