PageRank interno: preservare i link interni durante la migrazione di un sito

I link interni distribuiscono la popolarità di un sito tra le sue pagine. Una migrazione li sposta, li rompe o li fa passare per dei redirect: ecco come stimare questa distribuzione e preservarla.

PageRank interno: preservare i link interni durante la migrazione di un sito

I link interni non servono solo alla navigazione: indicano a Google quali pagine contano e distribuiscono tra di esse la popolarità che il sito riceve dall'esterno. È quella che si chiama la distribuzione del PageRank interno. Una migrazione tocca direttamente questa struttura: nuovo menu, nuovi indirizzi, pagine eliminate o accorpate. Senza precauzioni, pagine importanti perdono i loro link da un giorno all'altro.

Questo articolo riguarda i link interni. Il legame tra PageRank e migrazione di un sito dal punto di vista dei redirect, e la conservazione dei segnali di popolarità esterni (link in entrata, schede, profili) hanno ciascuno il proprio articolo.

Che cos'è il PageRank interno

Il PageRank è l'algoritmo con cui Google ha iniziato, nel 1998, a classificare le pagine in base ai link che ricevono: una pagina vale tanto più quanto più riceve link da pagine che valgono a loro volta molto, e ogni pagina suddivide il proprio valore tra i link che emette. Google non mostra più un PageRank pubblico dal 2016, ma i link restano uno dei suoi segnali.

Il PageRank interno è la stessa logica applicata ai link tra le pagine di uno stesso sito. La home page, che riceve la maggior parte dei link esterni, ne ridistribuisce il valore attraverso il menu, il footer, il breadcrumb e i link nei contenuti. Una pagina collegata dal menu di ogni pagina ne riceve molto; una pagina a cinque clic dalla home, collegata una sola volta, ne riceve poco; una pagina che nessun link raggiunge (una pagina orfana) non ne riceve affatto.

Stimare la distribuzione del PageRank interno

Il PageRank calcolato da Google non è visibile, ma se ne può stimare la distribuzione a partire dal grafo dei link del sito:

  • scansionare il sito con uno strumento che rilevi tutti i link interni (origine, destinazione, anchor, attributo nofollow);
  • leggere il punteggio di popolarità interna che alcuni crawler calcolano su questo grafo (il Link Score di Screaming Frog, l'Inrank di Oncrawl, per esempio) o, in mancanza, il numero di link in entrata e la profondità di ogni pagina;
  • incrociare con Search Console: una pagina che riceve impressioni ma pochi link interni va collegata meglio; una pagina molto collegata senza alcuna impressione consuma link interni per niente.

Questi punteggi sono approssimazioni: servono a confrontare le pagine tra loro e soprattutto a confrontare il vecchio sito con il nuovo.

Link interni di un sito durante un restyling

Cosa fa una migrazione ai link interni

Diversi cambiamenti, spesso decisi per altri motivi, modificano la struttura dei link:

  • il nuovo design: un menu più corto, un footer alleggerito, blocchi di «articoli correlati» eliminati fanno sparire link presenti su tutte le pagine;
  • le pagine create, accorpate o eliminate: il valore si distribuisce su un altro insieme di pagine, e una pagina eliminata senza redirect porta via i link che emetteva;
  • i link che puntano ancora ai vecchi indirizzi: passano per un redirect, a volte per più di uno, invece di raggiungere direttamente la pagina;
  • i link generati in JavaScript o dietro filtri, che i robot seguono male;
  • il tempo di nuova scansione: Google deve scansionare di nuovo il sito per leggere la nuova struttura, il che richiede settimane su un sito grande.

Preservare i link interni durante la migrazione

Prima: rilevare i link interni del vecchio sito

Scansionate il vecchio sito e conservate l'esportazione: link interni per pagina, profondità, punteggio di popolarità interna. Individuate le pagine che contano (traffico, conversioni, link esterni) e annotate da dove ricevono i loro link. È la base di confronto.

Sull'ambiente di staging: confrontare

Scansionate lo staging allo stesso modo e confrontate, pagina per pagina, con la corrispondenza tra vecchi e nuovi indirizzi. Una pagina importante che passa da cinquanta link interni a due, o da due clic a cinque, va collegata di nuovo: menu, categoria, breadcrumb, link nei contenuti vicini. Verificate anche che nessuna pagina conservata sia diventata orfana.

Riscrivere i link verso gli indirizzi finali

I redirect proteggono i link esterni, che non si controllano. I link interni invece si correggono: ogni link di un contenuto o di un template deve puntare direttamente al nuovo indirizzo, non a quello vecchio che reindirizza. La tabella dei redirect convalidata fa da dizionario per questa riscrittura. Vedete la nostra guida al piano di redirect.

Dopo la messa online

Scansionate di nuovo il sito in produzione: nessun link interno deve rispondere con un 404 né passare per un redirect. Seguite in Search Console la scansione e l'indicizzazione delle pagine importanti, e i rischi dei redirect che restano.

Cosa apporta Swan

Swan non calcola il PageRank interno e non analizza i link interni. Scansiona il vecchio sito e lo staging, vi propone per ogni vecchio URL la nuova pagina più vicina per contenuto, vi fa convalidare i casi dubbi, poi controlla ed esporta i redirect. Questa tabella convalidata è quella che permette di riscrivere i link interni verso gli indirizzi finali e di confrontare, pagina per pagina, i link interni del vecchio e del nuovo sito.

Il vostro staging è pronto? Swan abbina ogni vecchio URL alla sua nuova pagina e prepara i redirect che serviranno anche a riscrivere i vostri link interni.

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