Per quanto tempo bisogna mantenere i redirect 301 dopo una migrazione?

Avete effettuato una migrazione di URL o di nome di dominio per il vostro sito web e qualche tempo dopo, durante una fase di manutenzione, voi o qualcuno del vostro team vi ponete questa domanda ricorrente: «…

Per quanto tempo bisogna mantenere i redirect 301 dopo una migrazione?

Avete effettuato una migrazione di URL o di nome di dominio per il vostro sito web e qualche tempo dopo, durante una fase di manutenzione, voi o qualcuno del vostro team vi ponete questa domanda ricorrente: «Per quanto tempo i redirect devono restare in vigore?». Non c'è una risposta unica a questa domanda! Tranquilli, il "dipende" della SEO si riduce qui a due casi facili da identificare e da integrare nella vostra checklist SEO per il restyling, che affronteremo insieme.

Promemoria: perché impostare dei redirect?

Per trattare bene questo argomento, è importante ricordare i fondamentali. L'interesse di impostare dei redirect è non perdere la "SEO" delle pagine. Questa "SEO" di cui parliamo qui è la forza di una pagina (PageRank) e la sua credibilità. Questa notorietà della pagina è molto spesso dovuta ai backlink che riceve e quindi alla trasmissione di PageRank collegata. Il ruolo del redirect è dunque semplice: trasmettere il PageRank ricevuto alla nuova pagina.

E qui direte: "Sì, ma in una migrazione non si reindirizzano solo le pagine che hanno backlink!". È per questo che identificheremo due casi in termini di durata di conservazione:

Caso 1: le URL che ricevono backlink

Una delle raccomandazioni in questi casi, oltre ai redirect, è chiedere agli editori dei siti di origine di aggiornare il link. Al di là del pio desiderio di questa raccomandazione (che comunque approviamo), è un compito che, a seconda del numero di link, può rivelarsi lungo, noioso o persino irrealizzabile in modo esaustivo.

I redirect legati a URL che ricevono link devono dunque restare in vigore indefinitamente. Nel caso in cui ci sia stato addirittura un cambio di nome di dominio, bisogna peraltro ricordarsi di rinnovare quel nome di dominio. In caso contrario, metterete a disposizione dei vostri concorrenti un nome di dominio scaduto sul quale potranno costruire una PBN che spingerà poi il loro sito invece del vostro: è uno dei rischi di una migrazione SEO.

Ecco l'export Majestic del dominio di origine

KPI Majestic del sito di origine della migrazione più di 3 anni dopo

NB: su un sito che gestiamo, dove il cambio di nome di dominio è avvenuto a fine 2017, 3 anni dopo le URL interne che ricevono backlink continuano a essere crawlate una o due volte a settimana (vedere l'estratto dei log qui sotto). La URL della home page è ancora oggi crawlata più volte al giorno (e sono le uniche).

Estratto di log 3 anni dopo un passaggio

Estratto dei log Apache del sito di origine (le URL con backlink sono ancora crawlate)

Caso 2: le URL che non ricevono alcun backlink

Le URL che non ricevono backlink scompariranno progressivamente dalle basi di dati di Google perché non vi sono più referenziate. È importante qui non intendere "referenziato" come "posizionato in SEO" ma come "senza alcun riferimento altrove su Internet". Si può persino dire che sono orfane.

Non avendo più né riferimenti né contenuto (perché reindirizzate o 404), Google accetterà progressivamente la transizione verso la nuova URL.

In questo secondo caso potrete quindi rimuovere i redirect una volta che Google avrà completamente smesso di crawlare le vecchie URL.

Ora che comprendete l'importanza della durata dei redirect per la SEO, è altrettanto cruciale sapere come impostarli correttamente. Scoprite come gestire i redirect WWW in modo efficace per assicurare una transizione fluida del vostro sito. Le immagini seguono una logica propria, descritta nell'articolo sul reindirizzamento delle immagini.

Come sapere se Google crawla ancora le vecchie URL?

L'unico modo per saperlo con certezza è procedere a quella che si chiama analisi dei log (ciò che mostravamo nella schermata precedente). Per metterla in pratica, potete limitarvi a recuperare i log (Apache o Nginx) dal vostro hosting oppure, se siete tecnicamente in grado di farlo, impostare la configurazione seguente:

  1. Isolare i log per nome di dominio (vecchio e nuovi) se è il vostro caso
  2. Isolare solo i passaggi dei robot di Google, ad esempio tramite lo User Agent.

Potrete così monitorare con certezza se potete effettivamente rimuovere i redirect collegati.

Vi consigliamo, a fine processo, di seguire questo tutorial per accelerare la presa in considerazione della vostra migrazione.

Per assicurarvi che tutti gli aspetti importanti della vostra strategia di redirect siano coperti, non dimenticate di consultare la nostra checklist SEO per il restyling, uno strumento indispensabile per un processo di migrazione riuscito.

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